#schermidicarta: L’amica geniale

È terminata ieri la prima stagione de L’amica geniale“, diretta da Saverio Costanzo e coprodotta da Rai ed HBO. E ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Se avete letto, o avete principiato a leggere la tetralogia della Ferrante, questa sensazione non vi sarà nuova.

Portare sullo schermo le pagine di quello che è stato uno dei casi editoriali degli ultimi anni è stata senz’altro una scelta coraggiosa, quasi un azzardo, un evento attesissimo ma anche molto temuto dai lettori. Realizzarne una serie tv composta da quattro stagioni di otto episodi ciascuna si è rivelata, però, forse, l’idea vincente. Condensare nei canonici 120 minuti cinematografici una storia di oltre cinquant’anni e 3000 pagine non avrebbe reso giustizia alla creatura di Elena Ferrante.

E così la voce di Alba Rohrwacher è diventata quella di Elena, puntuale nel narrare quella che è molto di più che la storia di un’amicizia. Finalmente abbiamo potuto sapere se il rione e tutti i suoi abitanti erano come ce li eravamo immaginati. Ludovica Nasti e Elisa Del Genio sono state i volti e gli animi straordinari delle due piccole Lila ed Lenù, che iniziano a tenersi per mano passandosi una pietra di una guerra che andrà avanti negli anni; che insieme salgono, fiere ed impaurite, le scale che portano alla casa di Don Achille, per riavere le loro bambole; che insieme leggono ed imparano a memoria Piccole donne, giurandosi di poter diventare grandi insieme sotto il sogno della scrittura.

Qualcosa mi convinse, allora, che se fossi andata sempre dietro a lei, alla sua andatura, il passo di mia madre, che mi era entrato nel cervello e non se ne usciva più, avrebbe smesso di minacciarmi. Decisi che dovevo regolarmi su quella bambina, non perderla mai di vista, anche se si fosse infastidita e mi avesse scacciata.

Insieme, sempre. Sempre insieme, più avanti, Gaia Girace e Margherita Mazzucco crescono. Una crescita racchiusa in un evento atteso nella vita di una donna, che spaventa e divide. Una crescita che le porta a separarsi, senza mai farlo davvero. Una crescita in cui vediamo finalmente Elena al liceo, affacciarsi alla vita fuori dal rione, ma poi pur sempre quella di una ragazzina, e Lila alzare quel passo su cui Lenù si era regolata, accelerando verso l’amore, il matrimonio.

Finalmente abbiamo potuto dare un volto a Marcello Solara, Pasquale, Rino, alla controversa maestra Oliviero e al misterioso Nino Sarratore. Abbiamo potuto guardare in faccia Donato Sarratore e davvero capire il ribrezzo provato da Elena. Abbiamo visto con i nostri occhi realizzarsi sul volto di Lila “la smarginatura”, sotto i fuochi d’artificio del capodanno a casa Carracci. Abbiamo visto quelle scarpe venute dalla testa di Lila materializzarsi e dare inzio a tante cose.

La serie di Saverio Costanzo ha saputo raccontare tutto, senza tralasciare nulla. Non vi è parte del libro omessa, nonostante le due censure tanto discusse, operate dalla Rai negli ultimi episodi “Ischia” e “Il matrimonio”, una violenza ed un nudo integrale rispettivamente, che gli spettatori statunitensi hanno però visto. E questa unica piccola macchia ha forse tradito l’intenzione dell’opera originale, quella del raccontare la verità, sempre e comunque, con crudezza e forza. La trasposizione televisiva ha saputo però fare di più, aggiungendo tutte le sensazioni che lo scritto non può sempre riuscire a dare: i colori, i rumori e i suoni che caricano il vissuto. Ha trasformato le parole in azioni, rendendole vive e calde. Vive e calde come la rabbia e la delusione dipinti sul viso di Lila nell’ultima scena, quando capisce che

        I sogni della testa sono andati a finire sotto ai piedi

Ed ora con lo stesso senso di smarrimento ed incompletezza con cui conclusi il primo volume, desiderando di principiare il secondo, attendiamo la seconda stagione.

Cristina

Un pensiero su “#schermidicarta: L’amica geniale

  1. Quando un libro non è solo un insieme di fogli ma tutto un mondo.
    Il mio rapporto con la Ferrante è di amore d odio. Amore perchè i suoi libri mi hanno affascinata (acquistati tutti e quattro ma letti, per scelta, solo i primi due). Odio perchè sentire soffrire Lila e Lenù mi fa male, non riesco a sopportarlo. Devo interrompermi.
    Così ho visto a spizzichi e bocconi le puntate, quasi dal buco della serratura.
    Talmente impregnate di sentimento da togliere il fiato

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