#schermidicarta: La verità sul caso Harry Quebert

Harry Quebert è uno scrittore e un ex professore universitario, Nola una studentessa amata da tutti, lì ad Aurora, la città del New Hampshire dove vive con il padre. I due si innamorano follemente, seppur consapevoli che, data la differenza d’età, tra loro non potrà mai esserci nulla, quantomeno alla luce del sole.

Un giorno, Nola sparisce nel nulla; il suo corpo viene ritrovato senza vita trentatré anni dopo, proprio nel giardino della casa di Harry Quebert. Sarà dunque il grande ed impossibile amore della ragazza ad essere accusato dell’omicidio del suo omicidio. Eppure, l’uomo si proclama innocente, mai avrebbe potuto fare una cosa del genere all’amore della sua vita.

Sulle tracce della verità si mette allora Marcus Goldman, allievo prima e grande amico poi di Harry Quebert.

Così, flashback dopo flashback, viene ricostruita questa sconvolgente e complessa storia.

Se vogliamo, la vicenda base di questo romanzo è quasi banale; anche il linguaggio utilizzato, detto onestamente, non è poi così eccezionale. Eppure, c’è qualcosa, nel modo in cui l’intreccio è costruito, che tiene incollati a quelle pagine e non lascia scampo: questo libro è una calamita, davvero difficile non leggerlo con foga e alla velocità della luce.

Ricordo ancora la sensazione di vuoto provata alla fine della lettura. Brutta, brutta davvero. Per questo, quando ho saputo che ne avevano tratto una miniserie, il mio cuore si è riempito di gioia.

Così, un paio di mesi fa, mi sono dedicata alla visione di queste dieci puntate. Bene, parliamone. MA CHE DIAMINE AVETE COMBINATO? TRADITORI DELLA PATRIA, NON AVETE RESO GIUSTIZIA AL MIO LIBROOOOOOOO.

Okay, scusate, mi calmo. Dovete capire che è una ferita ancora troppo aperta. Non a caso ne scrivo due mesi dopo; speravo che i dolci e gli alcolici natalizi mi aiutassero a placare l’amarezza, ma mi pare evidente che così non è stato, visto che al solo pensiero mi parte uno sbadiglio epocale e sento una dolorosa fitta al cuore.

Chiariamoci, il libro è stato ripreso fedelmente, non è quello il problema. Il problema è come è stato ripreso. Non mi sono mai annoiata tanto in vita mia, giuro. Una storia avvincente e piena di colpi di scena è diventata un susseguirsi di battute senza alcuna enfasi.

Unica gioia di questa serie, Patrick Dempsey, che è sempre bello bellissimo stupendissimo, anche quando provano ad invecchiarlo di trent’anni (mi pare evidente che quella storia del vino che è più buono quando invecchia funzioni bene anche su di lui). Però, purtroppo, neanche un’opera d’arte come Patrick può aggiustare le cose, in questo caso.

Delusione massima, quella trama meritava di essere resa molto, ma molto meglio.

Ilaria

 

 

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