Di cosa parliamo quando parliamo di libri. Facciamo il punto

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Nuova tappa del blogtour Di cosa parliamo quando parliamo di libri, il percorso nato per la voglia di sviscerare a fondo il mondo libresco e cercare di fare il punto della situazione di quella che è l’editoria oggi, a fronte delle numerose pubblicazioni proposte dalle case editrice e di nomi di autori che fanno strabuzzare gli occhi ai cosiddetti “lettori forti”, perché identificano personaggi del mondo web e della televisione che con la lettura e la letteratura hanno davvero poco o nulla di affine.

La prima tappa di questo blogtour è stata proprio il nostro blog: in quel primo appuntamento, abbiamo affrontato il tema dal punto di vista del lettore, cercando di capire cosa ne pensa chi divora le pagine di questo sovraffollamento di nomi negli scaffali delle librerie.

Successivamente, abbiamo passato la parola al Circolo della Stampa, che ha sviscerato approfonditamente la questione dal punto di vista giornalistico, dando voce alla critica letteraria più autoritaria e autorevole.

In ultimo, abbiamo ascoltato il parere de Gli Amabili Libri, che si è fatta portavoce, in questo dibattito itinerante, del punto di vista degli autori, cercando di capire se e quanto chi fa questo mestiere da una vita e per vocazione pura e sincera si sente minacciato dall’avvento di questi influencer che si improvvisano scrittori e letterati.

Oggi, con questo articolo, il blogtour giunge al termine. Per concludere il discorso, sarete d’accordo con noi, c’è solo una categoria a cui è bene affidarsi: quella degli editori. Chi meglio di loro, che sono i primi promotori dei nostri amici di carta e i primi a credere in loro, può chiarire definitivamente la questione e mettere un punto preciso e consapevole?

Dunque, abbiamo chiamato a raccolta alcuni esperti del settore e abbiamo rivolto loro qualche domanda. Coloro che sono intervenuti sono Angelo Mansueto della casa editrice  Pufa Editore e Sara Gavioli dell’agenzia editoriale Nelle Storie. In particolare, Sara Gavioli aveva già espresso il suo parere sull’argomento anche tramite un video presente sul suo canale YouTube.

Le domande che abbiamo rivolto loro, per stimolare una riflessione sull’argomento, sono le seguenti: quali sono i criteri di scelta dei libri da pubblicare? In un mondo in cui tutti si sentono scrittori, il talento sta finendo oscurato dalla fama e dal fattore guadagno? Di uno scrittore è più importante il nome, la fama o la bravura? Tutti possono essere scrittori? Quanto valore ha la linea editoriale della casa editrice?

Mansueto, nel risponderci, esordisce così: Il decadimento culturale è ormai così lampante che non ci sarebbero punti di discussione. Si sventola un palloncino sgonfio e colorato. I grandi marchi editoriali preferiscono investire su volti già noti al grande pubblico, star TV, fenomeni web, e instagrammatori seriali. Il motivo è molto semplice, meno rischio più guadagno. Il vero fulcro della questione è che si è perso il senso del pudore, non c’è più vergogna. e Sara Gavioli gli fa eco “L’unico criterio che hanno in comune tutti quanti è la possibilità di generare un fatturato, altrimenti la loro azienda dovrà chiudere.”. Insomma, il confine tra idealismo e conto in banca è molto labile e, in molti casi, è stato superato. Per fortuna, non sempre. A cercarli bene, quelli bravi e talentuosi ci sono, sono quelli capaci di rendere speciale il banale, perché, parola di Angelo Mansueto, “anche la semplice caduta di una sigaretta dalle dita di un fantomatico personaggio, lo scrittore saprà renderla intensa, vibrante come tutte le cose vive. Questo perché la sua intelligenza avrà distillato, riservato e riversato a quell’immagine più punti di veduta, dando a ciò un significato più alto, o più basso a seconda dei casi.”. Dunque, tutti possono scrivere, ma non tutti possono essere scrittori, laddove essere scrittori significa, appunto, saper andare oltre la superficie, saper raccontare, saper coinvolgere, saper dare valore anche a ciò che è apparentemente insignificante. E questo impara a farlo solo chi coltiva il suo talento, non chi si improvvisa scrittore per cavalcare l’onda della fama. 

E se è vero che molto spesso, stando a quanto ci dicono le classifiche e i resoconti di vendita, la fama supera il talento, è vero anche che questo non dipende esclusivamente dalle case editrici. Molto, cari amici lettori, dipende da noi. Non siamo d’accordo con le massicce vendite ottenute da Giulia De Lellis e affini? Bene. La risposta più forte che possiamo dare e acquistare qualcos’altro. Pretendiamo di trovare altro sugli scaffali, richiediamo altri nomi e altre penne. Se la richiesta di questo “altro” sarà massiccia, l’offerta delle case editrici si dovrà modificare, sempre in nome della sacra pagnotta da portare a casa.

D’altronde, come ci invita a riflettere Sara Gavioli: “Se un certo catalogo ci disgusta, abbiamo il potere di sceglierne un altro e aiutare l’editoria bella, le piccole produzioni e gli autori indipendenti che si ribellano al sistema editoriale.
Se per ogni lamentela sui libri superficiali ci fosse un acquisto di un bel romanzo, l’editoria cambierebbe. Pensateci.”

Bene. Il blogtour Di cosa parliamo quando parliamo di libri finisce qui. Grazie a Francesca e Francesca per aver accolto con entusiasmo e professionalità la nostra proposta di coinvolgerle in questo progetto, grazie ad Angelo Mansueto e Sara Gavioli che si sono messi in gioco e sono intervenuti, mettendo al nostro servizio la loro esperienza professionale.

Bando alle ciance, lettori cari, rispolverate le vostre wishlist, date ascolto al vostro cuore libroso, varcate le soglie delle librerie e fatevi sentire. Perché, ricordate, il cliente ha sempre ragione.

 

 

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